CORONAVIRUS/63_Comunicazione si adegua: scopre adesso che psicosi fa più male di virus. Numero contagi non sale

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NIENTE SALONE DELL’AUTO
Non si terrà la novantesima edizione del salone dell’auto di Ginevra. Il Consiglio Federale della Svizzera, secondo l’articolo 6 della legge federale sulle epidemie, ha dichiarato lo stato di situazione particolare in seguito alla diffusione del coronavirus nella Confederazioe. La conseguenza è il divieto, fino al 15 marzo, di grandi manifestazioni pubbliche ma anche private, che prevedano la partecipazione di più di 1.000 persone

Tardi, ma ci sono arrivati. Finalmente, all’alba del settimo giorno di allarme, la comunicazione si adegua. Lasciatecelo dire: con 48 ore e oltre di ritardo sulle scelte effettuate da Primenews, che in qualche modo ha fatto da battistrada per il nuovo andamento dell’informazione. La nostra narrazione non è stata mai allarmistica, ma rassicurante. Sempre. Anche nel periodo in cui è sembrato perdersi perfino il governo. Scripta manent.

Primenews non ha mai allarmato: Rai si

E in qualche modo ieri l’altro, con continui aggiornamenti abbiamo costretto anche la Rai ad uniformarsi. Per un’intera giornata Primenews lanciava news “ottimiste”: sui casi risolti e guariti; sulle ricerche intorno al vaccino che stanno accelerando; sull’Organizzazione Mondiale della Sanità che supplicava: «Ridimensionare tutto». Dall’altra parte, soprattutto nel day time della Rai (decisione irricevibile) si continuava ad allarmare. Qualcuno, in piena mattinata oltre a battibeccare senza ritegno perfino sui comportamenti da tenere al cospetto di un’epidemia, affermava addirittura: nelle zone rosse gli abitanti sono in fila dinanzi agli esercizi commerciali, preoccupati per la mancanza di generi di prima necessità.

Hanno ventilato stragi oggi chiedono calma

Una vergognosa fake news capace di produrre panico, proveniente direttamente dagli studi della televisione di Stato. E per una clamorosa svista della conduttrice, che confondeva la fila delle persone in attesa di effettuare il tampone con casalinghe a caccia di fantomatici rifornimenti. Mentre nessuno, dai piani alti di Viale Mazzini pretendeva se non l’abbassamento (dovuto) dei toni, almeno una comunicazione veritiera. Bene, anzi malissimo. Veniamo a noi. Il virologo Francesco Broccolo spiega: «Avere fatto tanti tamponi in meno di una settimana significa avere fatto una foto epidemiologica dell’Italia che ha permesso di capire che il tasso di incidenza dell’infezione è del 4,8%. Questo ci permette di stabilire un valore soglia che in futuro potrà essere un parametro di riferimento. Il vantaggio è di tipo pragmatico, in quanto si evita di affollare strutture di pronto soccorso e ospedali». Gli fa eco il fisico Alessandro Vespignani, direttore del Network Science Institute della Northeastern University di Boston.

Siamo fermi a 650 contagi

«Il numero di casi che abbiamo visto crescere in questi giorni diventerà più piccolo perché non si individua più chi ha il virus ma non mostra sintomi e ci si concentra su chi può avere bisogno di cure mediche e che va tenuto sotto controllo, anche per non ingolfare i laboratori di analisi». Oltre le strumentalizzazioni di una parte della politica, a preoccupare di più adesso è il fronte economico. Il coronavirus continua a spaventare i mercati.  In Italia, lo spread tra Btp e Bund schizza in avvio oltre i 180 punti, dalla chiusura a 161 punti di ieri, con un tasso di rendimento del decennale italiano dell’1,21% e poi cala lievemente a 177. Il differenziale si riposiziona così ai massimi da circa sei mesi, rivedendo i livelli di fine agosto, nel pieno della crisi del governo giallo-verde. La Borsa perde quasi il 3,5%