MARCO ZOLLO E IL CORTO “LA MIA RINASCITA”: LA FEDE MI HA SALVATO

MARCO ZOLLO E IL CORTO “LA MIA RINASCITA”: LA FEDE MI HA SALVATO

ROMA – «”La mia Rinascita” è un’autobiografia della durata di 12 minuti circa. Ho voluto raccontare la mia storia innanzitutto come sfogo personale e poi perché ne sarei soddisfatto se con il mio racconto riuscissi ad essere di incoraggiamento per quanti soffrono e hanno perso la fiducia nella vita e la speranza in Dio». Così Marco Zollo parla del docu-film del quale è lui stesso regista, che ha come protagonisti Patrizio Rispo e Simona Masilotti e vede la partecipazione di Modestino Di Nenna e Massimo Guerriero. “La mia rinascita” riassume l’esistenza travagliata del regista. 

«Sono nato con i reni non sviluppati, ma questo è venuto fuori solo dopo diversi anni, grazie a mio padre che ha lottato contro tutti per arrivare a capo di quello che mi stava accadendo: ero un bambino diverso dagli altri, non crescevo, non volevo mangiare, avevo difficoltà ad urinare, avevo allucinazioni, a scuola nemmeno l’insegnante di sostegno era in grado di aiutarmi, non riuscivo ad apprendere nulla. La scuola chiamava spesso la mia famiglia perché svenivo un continuazione. Finalmente all’età di 11 anni venne fuori il problema: avevo una funzionalità dei reni pari a zero! Come era possibile essere riuscito a vivere per tutto quel tempo senza cure adeguate? Iniziai così a mangiare proteico, a fare dialisi per 9 mesi. Nel 2000 finalmente feci il trapianto del rene e presi l’antirigetto per 5 anni. Nel 2005 mio padre venne a mancare, mi cadde il mondo addosso, andai in depressione respingendo ogni cura e terapia… Volevo morire anche io! Nel 2018 dopo una serie di accertamenti i medici hanno riscontrato valori sballati, il rene stava subendo il rigetto ma i medici non si spiegavano come ero riuscito a sopravvivere ancora senza cure! Ad oggi sono ancora sotto controllo ma ringrazio Dio perché dopo 20 anni di trapianto, senza cure adeguate per mia responsabilità a causa di sofferenze dovute a eventi drammatici io sono ancora qui a raccontare. Grazie a Dio per la forza che mi ha dato e perciò mi reputo un miracolato, lo ringrazio anche per aver messo sulla mia strada delle persone che reputo amici e mi hanno sostenuto ed incoraggiato. La vita può essere dura ma noi dobbiamo esserlo di più». 

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