CROSETTO: FEDERAZIONE LEGA FORZA ITALIA INDEBOLIREBBE ENTRAMBI

CROSETTO: FEDERAZIONE LEGA FORZA ITALIA INDEBOLIREBBE ENTRAMBI

ROMA – «Non credo alle federazioni che avvengono nei momenti di debolezza, perché rischiano di sommare le debolezze. In una federazione che nasce per volontà di Salvini, si rischia di perdere la parte moderata che non si riconosce sicuramente nella leadership di Salvini, ma di perdere anche la parte più leghista che non si riconoscerebbe nell’abbraccio con Forza Italia. Alla fine potrebbero uscirne avvantaggiati da una parte FDI, dall’altra la nuova lista di Toti e Brugnaro, mentre Lega e Fi rischierebbero di non raggiungere l’obiettivo che si sono posti. La loro preoccupazione adesso è l’eccessiva crescita del consenso per la Meloni, io penso che la stessa Giorgia sia preoccupata per un’eccessiva crescita perché non vuole che ci sia attrito nel centrodestra, se lei potesse fermarsi alla cifra a cui è arrivata adesso senza andare ad intaccare il ruolo di primo partito lo farebbe volentieri perché è così intelligente da capire che se gli altri prendono male questa cosa rischia di rovinarsi un clima che invece il centrodestra deve costruire da adesso ai prossimi 6 mesi per un semplice motivo: il centrodestra non ha mai avuto l’opportunità di essere determinante nella scelta del Presidente della Repubblica, questa volta invece è determinante se rimane unito. Calcolando i voti parlamentari, i voti regionali, calcolando i voti che si stanno spostando dal Gruppo Misto il centrodestra è maggioranza e può giocare una partita rilevante»: è quanto afferma Guido Crosetto, co-fondatore di Fratelli d’Italia. «Se dovessero andare al governo FDI, Lega e Forza Italia vorrei che facessero scelte di rottura rispetto al passato, con il mondo sindacale, con il mondo universitario, con il mondo del lavoro, bisogna fare scelte che guardino al futuro, senza paura delle reazioni che potrebbero esserci nell’immediato. Se non facciamo questo siamo destinati a perdere. Se non cambiamo in fretta e non togliamo alcune cancrene questo Paese è morto, non andrà da nessuna parte» conclude.

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