RENZI: CULTURA NON E’ SERIE B. ENTRA E FIRMA PETIZIONE PER RIAPERTURA

RENZI: CULTURA NON E’ SERIE B. ENTRA E FIRMA PETIZIONE PER RIAPERTURA

 ROMA – «Le elezioni in Germania faranno discutere per mesi, almeno fino alla formazione del nuovo Governo. Per fare il governo saranno decisivi i centristi liberali e i Verdi. Il nome del Cancelliere – paradossalmente – dipende da loro, più che dai grandi partiti. La stessa cosa potrebbe accadere in Italia alle prossime politiche, se i riformisti sapranno giocare bene le loro carte. Del resto la sinistra estrema resta fuori dal Parlamento: la sinistra vince solo se è riformista e guarda al centro»: Matteo Renzi vede riflesso nell’esperienza teutonica il destino elettorale italiano. «L’Europa – afferma – dipende dalla Germania. Ma, in questo clima di incertezza e instabilità tedesca, le parti si sono rivoltate e Mario Draghi oggi è, insieme a Emmanuel Macron, la guida europea. La cosa si fa molto molto, molto interessante». Dopo avere ricordato la petizione sulla cultura («Abbiamo lanciato una petizione popolare per aprire al 100% della capienza, grazie al Green Pass obbligatorio, i teatri, i cinema, i musei, le biblioteche, i luoghi universitari ma anche le sale da concerto e gli stadi. Firma e fai firmare: perché la cultura non può essere considerata di serie B») Renzi parla di Luca Morisi, «il padre della Bestia». «La struttura social di Matteo Salvini e della Lega. Lui è stato il cervello ideatore di tutte le aggressioni personali contro di me e contro di noi nella scorsa legislatura. Gli attacchi sono spesso stati carichi di odio in modo similare a quelli dei Cinque Stelle: non a caso, l’alleanza giallo verde, prima che a Palazzo Chigi, è nata sui social. Contro di noi. Oggi Morisi è in difficoltà per vicende private e giudiziarie, si è dimesso dalla dirigenza della Lega e ha chiesto rispetto per le proprie questioni personali. Invito tutti a mostrarsi per quello che siamo: diversi da chi sparge odio sui social. Non faremo a Morisi quello che la Bestia ha fatto a noi in vicende molto meno serie. Noi siamo orgogliosamente rispettosi della persona umana e della civiltà della politica».

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