No Green Pass: allarme porti chiusi. Salvini, appello a Draghi: di alcuni ministri non mi fido

No Green Pass: allarme porti chiusi. Salvini, appello a Draghi: di alcuni ministri non mi fido

ROMA – «Dal 15 ottobre, se non verrà ritirato l’obbligo del green pass, stop alle attività del porto di Trieste: l’unica apertura che possono avere nei nostri confronti è togliere il Green pass. Il blocco di venerdì è confermato, oggi ci saranno sorprese perché non si fermerà solo il porto di Trieste. Anche quello di Genova? Non mi fermerei a quello di Genova, quasi tutti i porti si fermeranno. Stasera ne avremo conferma»: il portavoce dei portuali di Trieste, Stefano Puzzer annuncia il blocco per l’entrata in vigore dell’obbligo del Green pass prevista venerdì. 

In una nota il presidente di Federlogistica, Luigi Merlo scrive: “Affrontare e trattare la vicenda dei portuali di Trieste come un problema di ordine pubblico rappresenta un errore clamoroso: ci sono stati puntualmente e costantemente negati i confronti che avevamo richiesto con un solo risultato: lo Stato ora si piega ad un ricatto inaccettabile. Quando si tratta di occuparsi di temi che riguardano i porti, emergono solo insipienza e superficialità. Di volta in volta assistiamo al commissariamento del Ministero delle Infrastrutture: era accaduto con il Ministero dei Beni Culturali sul caso Venezia, esautorando totalmente le competenze del Ministero delle Infrastrutture; si ripete oggi con il Ministero degli Interni che sul Green pass interviene nei porti senza conoscerli e senza avere la minima idea di come funzionino, di quali equilibri li caratterizzino, persino di quali rapporti intercorrano fra concessionari e Stato e ciò significa minare un asse portante della nostra economia. Il Ministero delle Infrastrutture dovrebbe avere un sussulto di orgoglio e svolgere la funzione che dovrebbe essere sua».

Ma qual è la situazione reale?

I porti di Napoli e Salerno non presenterebbero problemi.

Nei cinque porti di Manfredonia, Barletta, Bari, Monopoli e Brindisi non si temono situazioni di criticità, scioperi o blocchi.

Intanto Salvini si appella a Draghi: «Io sono preoccupato e ho chiesto un incontro a Draghi perché il Paese così non va lontano. Il 30 ottobre Roma è sulle tv di tutto il mondo con il G20 e noi come ci presentiamo? Non possiamo fallire, però se non fermiamo un disadattato con il braccialetto elettronico io sono preoccupato. Qui c’è gente che organizza manifestazioni politiche il giorno prima del voto. Le organizzazione eversive vanno sciolte tutte, qui si fa una mozione che condanna una parte e si dimentica l’altra e non fa un buon servizio all’Italia. Se andiamo avanti così non facciamo un buon servizio al Paese, ne parlerò con il premier». 

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